Studio spiegato · Social

I social fanno ammalare i ragazzi? Cosa dice la ricerca e cosa no

Poche domande sono discusse con tanto calore. Spieghiamo cosa significano qui correlazione e causalità, perché ricercatori seri arrivano a conclusioni diverse e cosa possono fare comunque i genitori.

· 3 min di lettura

Di Redaktion familydevice

«Lo smartphone ha fatto ammalare un'intera generazione» oppure «Non ci sono prove»: si sentono entrambe le frasi, spesso da esperti. Com'è possibile? Questo articolo spiega su cosa la ricerca discute davvero, e perché i genitori non devono comunque aspettare la fine del dibattito.

Qual è il punto della controversia

Nel suo libro «The Anxious Generation» (2024) lo psicologo sociale Jonathan Haidt fa notare che in diversi Paesi, dall'inizio degli anni 2010, i ragazzi riferiscono più spesso ansia e sintomi depressivi, cioè proprio nel periodo in cui smartphone e social sono diventati quotidiani. Haidt vi vede un nesso causale. La domanda è se l'uno abbia causato l'altro, o se entrambe le cose siano avvenute nello stesso periodo, in parte per altri motivi. La psicologa dello sviluppo Candice Odgers obietta nella sua recensione del libro sulla rivista scientifica Nature che i dati disponibili sarebbero prevalentemente correlazionali e mostrerebbero per lo più effetti piccoli o incoerenti; un «ricablaggio» di un'intera generazione da parte dei social non sarebbe dimostrato [3].

Cosa mostrano i grandi studi

Le due cose si contraddicono meno di quanto sembri. Un piccolo effetto medio può significare che la maggior parte dei ragazzi è appena toccata, ma alcuni in modo netto. E «non abbastanza sicuro» è un'affermazione di precauzione, non la prova di un danno.

Perché la risposta è così difficile

Anche l'associazione dei pediatri americani AAP rivolge ormai lo sguardo più alla progettazione dei servizi (per esempio ai meccanismi che invogliano a continuare a scorrere) che soltanto alla durata d'uso del singolo bambino [4].

Cosa possono trarne i genitori

La ricerca si sviluppa in fretta. Aggiorneremo questo articolo quando saranno disponibili nuovi studi longitudinali o di intervento.

Fonti

  1. [1]Amy Orben, Andrew K. Przybylski (2019): The association between adolescent well-being and digital technology use (Nature Human Behaviour 3, 173–182)
  2. [2]U.S. Department of Health and Human Services (2023): Social Media and Youth Mental Health: The U.S. Surgeon General’s Advisory
  3. [3]Candice L. Odgers (2024): The great rewiring: is social media really behind an epidemic of teenage mental illness? (Nature, Buchbesprechung)
  4. [4]American Academy of Pediatrics (2026): Digital Ecosystems, Children, and Adolescents (Policy Statement, Pediatrics 157/2)

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